La figura dell’ingegnere negli appalti

17 marzo 2016 0 Commenti Attualità , Lifestyle , Tech 806 Visualizzazioni
La figura dell’ingegnere negli appalti

L’Italia ha un nuovo Codice attuativo della riforma degli appalti, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri che ha concluso un lungo iter burocratico per l’importante strumento.

Oltre allo sfoltimento delle norme e al recepimento delle tre direttive comunitarie in materia, tra i punti principali di questa riforma si segnala anche il rinnovato valore che sarà dato alla fase progettuale e, dunque, alle figure dei professionisti e, in particolare, degli ingegneri.

Con il supporto di Appaltitalia, il portale dedicato al mondo di bandi e gare del settore pubblico, andiamo a scoprire quali effetti porteranno le modifiche introdotte e in che modo sono state valutate dalle associazioni di categoria.

Cosa cambia. Partiamo immediatamente dalle notizie più interessanti per i professionisti e, soprattutto, da quella che viene identificata come la “svolta buona”: l’abbandono del criterio del ribasso economico a favore di quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa nell’ambito dell’aggiudicazione dei servizi di ingegneria e architettura.

Altro fattore importante, la rinnovata valorizzazione della qualità architettonica, rafforzata dall’introduzione degli specifici concorsi di progettazione, dall’impossibilità di bandire gare che non prevedano un progetto preliminare e dalla eliminazione degli incentivi alla progettazione per i dipendenti pubblici.

Spazio anche all’innovazione, sia attraverso la pubblicazione online dei progetti (per garantire, in questo modo, la ponderazione delle offerte), sia con l’invito all’utilizzo del sistema Building Information Modeling, che permette di simulare digitalmente le informazioni edilizie.

I commenti: molti pro e qualche contro. Una delle voci più autorevoli nell’ambito delle associazioni di categoria, l’Oice (società di ingegneria e architettura), ha espresso un parere parzialmente favorevole sulla Riforma, in special modo – oltre ai punti già elencati – anche sul principio di affidare in maniera congiunta allo stesso soggetto la progettazione definitiva e quella esecutiva e sull’obbligo di indicare per nome i progettisti che firmano gli elaborati.

Pollice verso, invece, per altre parti del nuovo Codice, come l’innalzamento a 150mila euro della soglia per le trattative private nei servizi, con invito ristretto a tre soggetti anziché cinque, e sull’assenza di elementi chiave per rafforzare la centralità del progettista.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Ordine degli ingegneri di Milano, che intravede nel nuovo corso ancora qualche ombra, come la mancanza di forme che proteggano il lavoro dei professionisti rispetto all’unico vincitore premiato.

Settore in crisi. L’Ordine milanese ricorda anche la complessa situazione che il settore professionale sta vivendo, chiedendo al Governo e alla politica tutta un intervento in merito alla defiscalizzazione legata alla formazione e alla istruzione.

L’allarme trova conferma nei dati elaborati dal Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e pubblicati di recente, che certificano come nello scorso anno gli investimenti per le opere di ingegneria abbiano toccato il fondo storico per quanto riguarda gli importi a base d’asta per interventi sulle opere pubbliche. Il consuntivo finale si è attestato circa a quota 5 miliardi di euro, in calo rispetto al 2014 e ben lontani dai 23 miliardi del 2008; flessione anche per gli importi destinati esclusivamente ai servizi di ingegneria, che diminuiscono del 18 per cento in soli 12 mesi, arrivando a 365 milioni di euro, in particolare a causa del crollo della tipologia delle gare con esecuzione.

Le possibilità per i junior. Sempre in questa sfera, poi, c’è da segnalare anche la recente sentenza del Consiglio di Stato in merito alle competenze degli ingegneri junior, ovvero quelli in possesso di laurea triennale e iscritti alla sezione B dell’Albo. Stando al Cds, questa tipologia di professionisti ha competenze proprie solo nell’ambito delle opere di edilizia privata e può soltanto collaborare con gli ingegneri iscritti alla Sezione A nel settore delle opere edili; negli altri comparti, come progettazioni per depurazioni, impianti civili per l’ambiente e il territorio e opere per la difesa del suolo, gli ingegneri junior non possono né collaborare né concorrere. Un ulteriore punto che serve a chiarire l’importanza della figura dell’ingegnere per gli appalti.

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