Pensionati in fuga – non siamo un paese per vecchi

1 ottobre 2015 0 Commenti Attualità 1948 Visualizzazioni
Pensionati in fuga – non siamo un paese per vecchi

Il “Bel Paese” cambia. Se fino a ieri si parlava solo di “fuga dei cervelli” per rappresentare le giovani leve che in cerca di soddisfazione personale o per necessità economiche trovano in altri paesi una sistemazione migliore per la loro vita futura, oggi si inizia a parlare anche di “fuga dei pensionati”. Perchè è proprio questo il fenomeno che sta crescendo in una larga fetta della popolazione “adulta” in questi ultimi anni.

Sono sempre di più infatti i pensionati italiani che ricercano per gli ultimi anni della loro vita ospitalità in Paesi in cui il costo della vita è più basso o dove il fisco incide in maniera minore sulle loro pensioni.

I dati Inps mostrano come l’incidenza delle pensioni erogate all’estero sia in aumento negli ultimi 5 anni e oggi arrivi a circa 400mila trattamenti (per oltre un miliardo di euro ndr). Questo va a tutto discapito delle casse dello stato (e dell’Inps stessa) che non possono più attingere al bacino di imposte dirette, legate ai consumi correnti, ed indirette, dovute alle ritenute fiscali sulle pensioni, che i pensionati avrebbero garantito rimanendo in Italia.

Oltre ai pur importanti aspetti tributari ed economici, non è da sottovalutare l’aspetto sociale e culturale che questa tendenza può generare. Meno saranno i nonni che potranno aiutare i genitori che lavorano nella gestione quotidiana dei loro figli, minori saranno i posti di lavoro disponibili nell’ambito dell’assistenza agli anziani, si perderà magari in parte quel bagaglio di esperienze e cultura di quella fascia di persone che hanno vissuto le esperienze più diverse nel corso della loro vita e che oggi avrebbe senza dubbio tanto da insegnare, soprattutto in un momento storico come questo fatto di molte contraddizioni.

Ci possiamo augurare che questa tendenza possa dipendere – in modo assolutamente condivisibile – dalla voglia di fare una esperienza di vita diversa, o ancora di più per ricongiungersi ai propri cari lontani, perchè sarebbe insopportabile il solo pensiero che qualcuno sia costretto ad abbandonare l’Italia una volta arrivato all’età della pensione per non rischiare l’indigenza economica, proprio nel momento in cui invece dovrebbe godersi il meritato riposo dopo una vita di lavoro. Sarebbe insopportabile pensare che l’Italia non sia più un “Bel Paese” per loro, proprio per loro che hanno contribuito a costruirla con fatiche e sacrifici e hanno contribuito a darci quello che abbiamo oggi.

Se è vero che il livello di una società si può vedere dal modo in cui vivono gli “ultimi”, forse è il caso di interrogarsi e chiedersi se in fondo non stiamo rischiando di sbagliare qualcosa.

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