Cosa bisogna sapere sul trust patrimoniale

4 febbraio 2016 0 Commenti Attualità 495 Visualizzazioni
Cosa bisogna sapere sul trust patrimoniale

Il trust patrimoniale è uno strumento che ha lo scopo di proteggere un certo patrimonio da eventi imprevisti o da inconvenienti futuri. Il disponente, noto anche come settlor, individua il trustee, vale a dire il soggetto che gestirà i suoi beni e che avrà la facoltà di disporne, ovviamente rispettando il mandato e quanto stabilito nella cosiddetta letter of wishes. Ciò vuol dire, per esempio, che una certa somma in denaro potrà essere investita in azioni, o che una casa potrà essere data in affitto, o che una collezione di quadri potrà essere messa in vendita, senza che vi sia bisogno della diretta autorizzazione del disponente. Se è vero che il trustee non possiede i beni, nel senso che non ne è il proprietario, è altrettanto vero che ha la possibilità di esercitare tutti i diritti che hanno a che fare con questa condizione, mentre il disponente vede il proprio patrimonio, per così dire, separato.

La storia del trust patrimoniale ha origini molto antiche, al punto che le radici di questo istituto affondano sin nel Medio Evo. In un trust ci sono tre figure imprescindibili, vale a dire il disponente, il trustee e il beneficiario, alle quali si può aggiungere in casi specifici quella del guardiano. Il disponente è colui che trasferisce a un trustee uno o più beni o uno o più diritti: in epoca medievale veniva chiamato “feoffor to use”. Non è detto che il disponente debba essere una persona sola: può trattarsi anche di più individui. Il trustee, invece, è colui che riceve i beni del disponente per suo conto e in suo nome, allo scopo di amministrarli e di gestirli sulla base di un determinato obiettivo che il disponente stesso ha definito: in epoca medievale veniva chiamato “feoffee”. Anche in questo caso, non è detto che il trustee debba essere una persona sola. Il beneficiario, infine, è il soggetto a cui il fondo in trust è destinato: può anche accadere che il disponente e il beneficiario coincidano. C’è poi, come detto, la figura del guardiano, o protector che dir si voglia, il cui compito è quello di controllare che il trustee agisca e operi in maniera corretta.

Per ciò che concerne i trust in Italia, il riconoscimento di questo strumento deriva dalla legge 364/89, attraverso la quale vengono recepiti i contenuti della Convenzione dell’Aja che è stata sottoscritta quattro anni prima: come si può notare, quindi, nel nostro Paese la storia dell’istituto è relativamente recente. In effetti, il trust patrimoniale da noi esiste in funzione del riconoscimento che deriva dalle norme della Convenzione dell’Aja, ma non esiste una normativa nazionale specifica in proposito: ciò vuol dire che si rinvia alle normative straniere. Tale situazione non inficia in alcun modo, in ogni caso, né la convenienza né l’affidabilità dei trust patrimoniali, che si rivelano sempre una garanzia di sicurezza, di protezione e di salvaguardia per qualsiasi tipo di bene.

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